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INSEGNANTE 12 - 2/2

LA STORIA DI KLAUS

Detto questo e dopo un sorso d’acqua vorrei proseguire raccontandovi una storiella. Fate un respiro profondo ed entriamo nella dimensione bassa!

 

Vorrei raccontarvi la storia di un giocattolaio di nome Klaus che visse in Austria molto tempo fa - ma non moltissimo. Facciamo un respiro profondo e percepiamo l’energia, perché questa è più di una storia fatta di parole…è una storia di sensazioni, è una storia di energia ed è la storia di ognuno di voi.

 

All’ età di 12 anni, Klaus andò a lavorare come apprendista per il giocattolaio del paese; aveva sempre amato lavorare con le mani e giocare con il legno ricavandone le sue creazioni. Da bambino prendeva con sé il coltello e sgattaiolava nel bosco per ore e ore senza creare nulla di particolare ma amando la sensazione che gli davano il legno, il coltello e qualsiasi cosa si ritrovava a creare.  All’età di 12 anni i suoi genitori gli dissero: “Klaus, è ora che cominci a guadagnarti da vivere, che fai qualcosa con la tua vita” e  lo mandarono a lavorare presso il giocattolaio locale.

 

Il maestro giocattolaio era molto abile nel suo lavoro, era famoso in tutta la zona per la qualità e la durata dei suoi giocattoli e si era specializzato nella produzione di soldatini – piccoli esseri alti una trentina di centimetri e ogni soldatino rappresentava tipi diversi di mansioni e posizioni all’interno dell’esercito. Poiché era famoso in tutta Europa, vestiva i suoi soldatini con uniformi diverse e li spediva in parecchi paesi.

 

Klaus era naturalmente dotato e talentuoso quindi imparò in fretta i metodi e le  tecniche che il suo maestro gli insegnò ma, sebbene fosse abile con il coltello e la carta vetrata e con tutti gli altri attrezzi per costruire i soldatini gli capitava spesso di distrarsi  e se non concentrava tutte le sue energie nel creare quel particolare tipo di soldatino di legno, si trovava a dare al legno forme di tipo diverso.

 

A volte mentre si dava da fare con il coltello, la sega e la carta vetrata scopriva che invece di intagliare un soldatino intagliava un orsetto, altre volte una bambolina e ciò naturalmente disturbava parecchio il suo maestro, il quale apprezzava il fatto che Klaus fosse dotato di grande talento ma non trovava divertente che sprecasse il suo tempo prezioso creando cose diverse. Spesso rimproverava Klaus dicendo: ”Nessuno è interessato ad acquistare orsetti, a nessuno interessa comprare bambini o neonati in  legno.

 

Klaus si sedeva con il blocco di legno in mano e lo sentiva... ne percepiva la consistenza, la grana, la durezza e la qualità... lo avvicinava a se e ci respirava insieme - per strano che potesse apparire ad alcuni. Non tentava affatto di concentrarsi su ciò che quel pezzo di legno sarebbe diventato una volta lavorato…lasciava solo che le sue mani cominciassero a lavorarlo, assorbendosi totalmente nell'intaglio e nella definizione, trasformando così un blocco di legno in un'espressione di sé.

 

Un giorno aveva creato un bimbo, un neonato e mentre tagliava e cuciva le scarpine fatte con la pelle più fine e i lacci del cuoio migliore, in realtà mmaginava  se stesso da bambino, tenuto in braccio dalla madre e cullato avanti e indietro. In questo modo i suoi sentimenti e la sua passione fluivano fuori di lui dentro il blocco trasformandolo nel neonato più bello. Una volta utilizzati i colori per creare anche i dettagli più minuti, sembrava proprio che il neonato prendesse vita. Cuciva personalmente anche tutti i vestiti, sistemava i capelli ed era del tutto assorbito nel suo lavoro, nel momento dell'espressione. Klaus amava ogni bambola che creava.

 

Gli piaceva creare bamboline che somigliavano alle fate dei boschi che ricordava di aver incontrato quando era molto, molto piccolo. Ricordava di aver visto quella meravigliosa famiglia...non necessariamente la sua, ma una famiglia che camminava lungo la strada… immaginava come sarebbe stato far parte di quella famiglia - il bimbo, i genitori felici che camminavano verso la Chiesa con i vestiti della domenica - e a quel punto cominciava a intagliare e a creare quella famiglia, la vestiva e la benediva.

 

Era famoso nella zona per le strane bambole che intagliava: le definiva le sante, ma non avevano certo l'aspetto classico dei santi che si trovano in chiesa…erano piuttosto esseri angelici privi della durezza tipica delle fattezze umane. Se qualcuno gli chiedeva il nome del santo particolare che aveva portato alla vita  sotto forma di bambola di legno, borbottava un qualche nome - “Santa mmmm” - quindi ognuno le dava loro un certo nome dicendo: ”Sì, questo è San Demezio, è San Cristoforo, è San qualcosa.” A loro non importava molto, perché i clienti amavano quelle bambole cui Klaus dava la forma di bellissimi santi.

 

Klaus costruì bambole dalle forme più strane... alcune sembravano re e regine, magari non proprio quelle che sedevano realmente sul trono, ma il re e la regina che Klaus sentiva dentro di sé. Quando intagliava pensava: “Come sarebbe essere un re - il re di me stesso?” e intagliava proprio quel personaggio nel legno completandolo poi con vestiti e colori.

 

Avete afferrato il punto: Klaus amava il suo lavoro e per questo infondeva energia in ogni bambola che creava, le dava vita e lei si portava in giro l'energia del suo amore, di parti diverse di lui, dei suoi desideri e della sua immaginazione.

 

Mentre il tempo passava, Klaus si rendeva conto di aver venduto proprio poche bambole di legno e questo fatto aveva determinato una grande richiesta. I clienti che andavano da lui rimanevano frustrati dalla mancanza di servizio e attenzione... spesso il negozio restava chiuso anche se lo vedevano al lavoro nel retro. I suoi amici e concittadini gli chiedevano:” Come mai non assumi un aiutante? Venderesti molte più bambole e potresti diventare ricco, perché le tue bambole sono famose per la loro perfezione e per l'energia, per la vitalità che non si trova in nessuna altra bambola in tutto il paese”. Klaus non intendeva lavorare con altre persone, ma il vero motivo era che non intendeva vendere le sue bambole. Era molto attaccato alle sue creazioni e nel retro erano allineate migliaia e migliaia delle più belle bambole di legno che si fossero mai viste e sugli scaffali c’erano animali, molti esseri angelici, fate dei boschi e diversi soggetti umani.

 

Gli anni passavano e Klaus cominciava a invecchiare... era felice della sua vita, non si era mai sposato né aveva avuto figli. Con le altre persone aveva fatto poche cose, perché amava il suo lavoro che era la sua famiglia. Anno dopo anno, Klaus si rese conto che la sua vista peggiorava e anche se usava gli occhiali gli risultava difficile concentrarsi sui dettagli più minuti - le pupille degli occhi, le cuciture dei vestiti e i mantelli di sua creazione. Le mani cominciavano a fargli male e aveva difficoltà a muovere le articolazioni e mentre prima creava 2 o 3 bambole al giorno, ora gli serviva il doppio o il triplo del tempo.

 

Un giorno fece un grande sospiro e si rese conto che i suoi giorni come costruttore di bambole stavano volgendo al termine; sebbene si sentisse un po' triste, dando un'occhiata a tutte le bambole allineate sugli scaffali si rese conto che non era davvero solo.

 

Un giorno decise che era arrivato il momento di andare in pensione e si accorse che per farlo in modo da poter mangiare e vestirsi e forse anche viaggiare un po' avrebbe dovuto vendere tutte le sue bambole. Questo pensiero gli causò molta tristezza ma anche una sensazione di libertà, perché si era goduto le sue bambole per molti anni, tanto è vero che alcune di loro si trovavano sullo scaffale da quarant'anni. Capì che era arrivato il momento di lasciar andare, quindi mise un bel cartello in vetrina: “Tutte le bambole in vendita”.

 

Assunse alcuni giovani amici per aiutarlo a vendere l'intera produzione,  aprì al pubblico ed entro pochi giorni tutte le bambole vennero vendute - naturalmente a prezzi esplosivi - il che permise a Klaus di godere di tutte le comodità di cui aveva bisogno durante la pensione. Ora il negozio era vuoto, i clienti se ne erano andati come le bambole e Klaus si sentiva emotivo, aveva sbalzi d'umore, si sentiva triste e vuoto e non sapeva esattamente che cosa fare con il resto della sua vita. Storia corta....

 

Klaus decise di fare una passeggiata in città; l'aveva visitata così poco durante tutti quegli anni e ora era arrivato il momento di cominciare a fare questo tipo di cose. Mentre camminava lungo il fiume vicino alla città, incontrò una giovane coppia che passeggiava con il bambino e il cane che Klaus riconobbe istantaneamente. Disse, “Io ho scolpito un cane proprio come quello - gli stessi occhi, lo stesso pelo. Bene, forse i cani tendono a somigliarsi tra loro, forse è solo una coincidenza”.

 

Avvicinandosi alla città, Klaus incontrò un uomo dall'aspetto molto insolito, piuttosto eccentrico, diverso e lo riconobbe subito come una delle sue bambole, lo fermò e gli disse: ”Caro signore, che cosa fate?” e quell'uomo, un po' stupito, gli rispose: “Sono un poeta, racconto storie e girovago e voi chi siete?” “Klaus, ex intagliatore di bambole, credo che noi ci siamo già incontrati”… il poeta scosse la testa e disse: ”No” e proseguì lungo il sentiero.

 

Klaus continuò a passeggiare e incrociò un ragazzino che di nuovo riconobbe istantaneamente come una delle sue bambole e cominciò a pensare che in quel posto stava succedendo qualcosa di molto strano. Fermò il ragazzo e gli chiese della sua famiglia e del suo passato, da dove venisse. Il ragazzo sembrava terrorizzato da questo vecchio che gli faceva domande e scappò via. Durante il resto della giornata Klaus incontrò persone, animali e persino alcuni esseri angelici che avevano l'aspetto e la struttura identica a quella delle sue bambole.

 

Questo fatto ovviamente confuse Klaus, che non era sicuro di ciò che stava accadendo. Ritornò quindi al suo laboratorio, si sedette e cominciò a pensare. Perché ora stava incontrando le sue bambole in forma animata - in forma biologica? Mentre pensava disse: ”Devo scoprire cosa sta succedendo qui” e così organizzò un grande banchetto, scese in strada e incontrò di nuovo molti di quelli che aveva già incontrato - e altre persone - e tutti somigliavano alle sue bambole. Consegnò loro un invito a una grande festa nel ristorante più lussuoso della città. Riunendoli tutti insieme Klaus era determinato a scoprire  che cosa stava succedendo... bene, forse persone, forse bambole... pensò che avrebbe potuto scoprire ciò che stava avvenendo davvero.

 

Arrivò la sera della grande festa e vennero serviti i cibi migliori e i vini più raffinati e prima che cominciasse la cena Klaus, che si domandava ancora  che cosa stava succedendo, sopraffatto dall'idea d’incontrare queste bambole che ora sembravano esseri viventi chiese ai camerieri di versare il miglior vino bianco a ognuno dei commensali, poi alzò il bicchiere e disse: “A voi” e nel momento in cui iniziarono a bere ognuno degli esseri seduti nel ristorante scomparve e in quel momento Klaus si rese conto che erano tutte parti di lui, che erano tutte espressioni di lui  e ora le aveva riportate a casa, a casa dentro di sé.

 

In quel momento d’integrazione, Klaus si disse, respirando profondamente e bevendo un sorso di vino: “J’encore. M’incontro di nuovo”.  “J’encore”, disse in francese maccheronico, molto simile a quello di Cauldre. “Di  nuovo me. Io m’incontro di nuovo” e in quel momento d’integrazione di ogni parte di sé, Klaus realizzò ciò che avrebbe fatto per il resto della sua vita: sarebbe diventato un insegnante, avrebbe riunito intorno a sé i ragazzi e i giovani che volevano diventare giocattolai e invece di dire loro che avrebbero dovuto scolpire soldatini, nobili o qualsiasi altra cosa avrebbe insegnato loro a utilizzare l'immaginazione, a usare parti di sè per creare le cose più fini o qualsiasi cosa volessero creare. Fondò la Scuola di Klaus per giocattolai e scultori di bambole e diventò uno dei maestri più affermati.

J’ENCORE

 

Perché vi abbiamo raccontato la lunga storia di Klaus? E’ anche la vostra storia, è un modo per dire, cari Shaumbra, che esistono tantissime parti di voi. Voi sognate di giorno e sognate di notte, anche in questo preciso momento state raggiungendo i livelli multidimensionali creando parti di voi, immaginando cose, avendo aspirazioni e sogni. Sono tutti là fuori, esistono sul vostro scaffale personale multidimensionale, il negozio dove avete scolpito parti di voi. La parte reale di voi - quella parte di voi che è una reale spina nel sedere! La parte giovane di voi, là… se foste una ragazza, una parte di voi avrebbe creato il ragazzo per aiutarla a capire cosa sarebbe stata in quei panni. Voi create la parte di voi che avrebbe potuto essere un soldato, che avrebbe potuto essere qualsiasi cosa. Ci sono parti di voi dappertutto, che avete creato dalla vostra passione e dall'amore. Voi pensate e immaginate potenziali diversi: vi piacerebbe essere un grande scrittore, uno scienziato, un cuoco, un uomo d'affari, un angelo, un uccello.

 

Sapete, ogni volta che avete un pensiero o un'immagine, voi create; forse non con le mani, forse non con legno e colori ma create e la vostra creazione esiste da qualche parte - solo non qui. Mettete alla prova diversi potenziali manifestandoli in modi differenti. Alcuni di voi si chiedono come sarebbe stato in questa vita non sposarsi e viaggiare per il mondo e letteralmente lo create e c'è la bambola parte di voi che è stata là fuori e l'ha fatto. Non riconoscete tutte queste parti di voi - le vostre creazioni - ma loro esistono proprio come le bambole di Klaus erano davvero là sugli scaffali - almeno finché non le ha liberate.

 

Esiste una parte di voi che immagina: ”Come sarebbe essere ricco, potente? Come sarebbe uscirsene con un'invenzione per curare il cancro? Come sarebbe dare appoggio a un gruppo di persone le cui vite sono cambiate per sempre?”  Queste sono le vostre bambole, questi sono i giocattoli che avete creato e sono reali. Sono reali. In questo tempo di nuova consapevolezza voi v’incontrate di nuovo. J’encore.  Di nuovo io.

 

Proprio ora avviene una cosa interessante. Voi siete in questo momento. Ci sono tutte queste creazioni di voi che sono là fuori e ora i vostri sentieri sembrano incrociarsi tutti nello stesso momento. Sincronicità? Forse. Allineamento dei numeri? Parte del piano. La vostra consapevolezza che si evolve? Assolutamente sì.

 

Vi incontrerete e a volte vi vedrete rappresentati da un'altra persona - da un animale, un uccello o un cane - attraverso una presenza che sembra trovarsi nella stanza con voi come un sussurro, un'ombra ma non se ne va. Vi incontrerete di nuovo anche in un albero, forse anche nelle gocce di pioggia. I potenziali di voi che per lungo tempo sono rimasti là fuori stanno rientrando proprio ora in questa realtà.

 

J’encore. E’ come un  déjà vu. Déjà vu è un ricordo di un'esperienza che avete sognato o creato in un altro livello e ora vi arriva il richiamo che si manifesta in questa realtà. J’encore siete di nuovo voi - v’incontrate di nuovo.

 

Sarà un fenomeno davvero interessante perché all'inizio avrete la tendenza a posizionarlo fuori di voi. Perché quella persona in particolare scatena qualcosa in voi, proprio come la persona che Klaus aveva visto passeggiare lungo la strada gli ricordava la sua bambola? J’encore  - siete di nuovo voi - il voi che è stato là fuori a esplorare altri livelli ora torna   nella vostra realtà.

 

All'inizio proverete una sensazione strana, come quella di Klaus quando s'imbatteva in un umano che sembrava una delle sue bambole. Vi gratterete la testa e vi chiederete cosa sta succedendo ma forse anche voi, come Klaus, potete riunirli tutti, invitarli a un grande banchetto - voi pagate il conto!! - una celebrazione dove voi siete nella gioia con ogni parte di voi. Sì, anche la parte che forse non vi piace poi tanto, la parte che si arrabbia o s’irrita con gli altri anche se cerca di limitarsi, di trattenersi…la parte di voi che da ragazzino è stato ferito e si è nascosto nell'armadio o sotto il letto o è scappato dietro ai cespugli per nascondersi dagli umani.

 

La parte di voi che da giovane, quando era all'università, aveva i sogni e le aspirazioni più grandi, era un idealista e voleva cambiare il mondo ma non l'ha mai fatto... o forse l'ha fatto ma non si rende conto di com’è cambiato... la parte di voi che voleva salvare delfini, i ragni, che voleva salvare qualsiasi cosa. La parte di voi che ha sentito di essere uscita di strada. Sapete, quella parte di voi è una delle vostre bambole che non vive nel legno o nella pelle ma in un'altra dimensione, agendo e sentendo com'è aiutare e assistere gli altri. È arrivato il momento di riportarle a casa. È arrivato il momento di incontrarvi di nuovo. J’encore. Di nuovo me. Sono ancora io, di nuovo.

 

Ora i vostri sentieri si allineano e convergono tutti. Vedete, prima i sentieri prendevano direzioni molto diverse e voi eravate molto occupati con tutti i vostri voi della vostra vita...ma vedete, ora i sentieri si riuniscono. J’encore. Di nuovo me.

 

IL RITORNO A CASA

 

Sia che lo immaginiate o lo facciate realmente sedetevi, invitate la vostra immaginazione, voi e tutti i vostri voi a rientrare. Bevete l'ambrosia, l'elisir che permette a tutti i vostri voi di riunirsi insieme. Non vi sto suggerendo vino - qualsiasi cosa scegliate - ma una celebrazione, la celebrazione di rincontrarsi di nuovo tutti insieme. Se lo fate resterete affascinati da tutti i talenti, la creatività e l'ampiezza di esperienza che non solo avete avuto ma che tutto il gruppo di voi ha avuto. Riunitele tutte, incontratevi di nuovo.

 

Cari Shaumbra, non avviene tutto in una volta ma comincia ad avvenire adesso. J’encore - il déjà vu di voi. Siete venuti su questa Terra in questo momento per ispirare consapevolezza. Noi usiamo quel termine che è già stato sviluppato dagli Shaumbra, dal Crimson Circe, dalla cara Linda… noi usiamo quel termine “ispirare consapevolezza”. Questo è ciò che state facendo qui ora.

 

GLI ISPIRATORI DI CONSAPEVOLEZZA

 

Vi ricordate quando mantenevate l'energia? Non sembra che siano passati eoni di tempo? Detentori di energia e orgogliosi di esserlo, vi portavate sulle spalle la responsabilità di qualsiasi energia ci fosse. Alcuni anni fa siete passati a movimentatori di energia - muovevate l'energia per gli altri, per voi e per tutta la vostra consapevolezza. Ora siete ispiratori di energia consapevole. Proprio come Klaus diventò un maestro nel far giocattoli e lavorare il legno, ora voi sarete insegnanti di consapevolezza, ispirerete gli altri a espandere la loro consapevolezza, i loro orizzonti. 

La consapevolezza é coscienza. In effetti non si tratta di un'energia. La consapevolezza non è energia. Voi usate l'energia come uno strumento della vostra consapevolezza proprio come Klaus userebbe i pennelli, la sega e la carta smeriglio come strumenti del suo lavoro. Voi utilizzate l'energia come strumento della vostra consapevolezza. La coscienza è consapevolezza. Proprio ora sulla Terra voi siete gli ispiratori di consapevolezza e coscienza. Ecco perché siete ancora qui, per guardare avanti a proseguire. Siete ancora pieni di vitalità, pieni di forza vitale che vi attraversa... ci sono ancora molti, molti anni per voi su questo pianeta, per fare il lavoro di ispirare consapevolezza a tutta l'umanità. C'è molto lavoro da fare e molti sono disposti ad ascoltare qualsiasi cosa abbiate da offrire.

IL COMPLETAMENTO

 

Arriviamo alla fine di un ciclo, come ho detto prima è molto più che una semplice data 7-7-7. Oggi si completa un accordo che abbiamo stipulato tra noi, l'accordo di venire sulla Terra - voi in forma fisica e io in forma di grande spirito - per attraversare le otto serie che hanno portato alla Serie dell’Insegnante che si conclude proprio in questi momenti…l’accordo secondo cui io sarei stato qui, insieme alla gente del Crimson Circle con l’impegno di amarvi e guidarvi, di farvi ridere e a volte di stimolarvi lungo la strada, di fare qualsiasi cosa fosse necessario.

 

Di recente vi ho detto che sarei rimasto sulla Terra per i prossimi 10 anni in base all'equilibrio, a dove voi sareste stati e a questo punto io so, cari amici, la mia data di partenza esatta perché c'è un corpo guscio che mi aspetta. C'è questa gravità della Terra che mi attira dentro, quindi ho scelto che il 19 luglio 2009 ci sarà la mia ultima canalizzazione, la mia apparizione finale a questo gruppo di Shaumbra. A quel punto occuperò interamente il corpo di Sam che avrà 10 anni. Incontrerò... attraverso Sam incontrerò di nuovo molti di voi ma in carne ed ossa. Voi non mi riconoscerete come Tobias e neppure come Sam, ma mi riconoscerete dagli occhi, proprio come Klaus, il giocattolaio che riconosceva le proprie creazioni nel momento in cui le vedeva. Ci riconosceremo. Durante i prossimi due anni continuerò a lavorare con tutti voi, con la Nuova Energia e per ispirare consapevolezza a tutta l'umanità. E dopo la mia partenza... oh, é dolceamaro, é come Klaus che aveva tutte le sue bambole allineate sullo scaffale... é dolceamaro lasciar andare sapendo che è arrivato il momento di pulire  gli scaffali... dolceamaro per me, sapendo di aver provato tantissima gioia con ognuno di voi - non solo durante questi incontri ma durante le nostre altre volte. Abbiamo percorso l'autostrada insieme, come alcuni di voi guidano mi terrorizza - non lascerei mai salire Sam sulla vostra macchina! Abbiamo camminato insieme intorno al lago, abbiamo letto molti, molti bei libri insieme, abbiamo condiviso molti pasti e molte serate sdraiati sul vostro letto, proprio appena prima che vi addormentaste, chiacchierando un po'.

 

Tra due anni arriverà il momento anche per me, dopo 10 di queste serie... e anche considerando la numerologia il 19 luglio 2009...hmm… arriverà il momento di completare il mio accordo con voi e in quel momento Adamus Saint-Germain mi sostituirà come ospite del Crimson Council, come un ponte tra il Crimson Council e gli altri livelli e il Crimson Circle sulla Terra. Sarà accompagnato da Kuthumi, da Quan Yin e in modo specifico dall'energia di Shaumbra.

 

Ci saranno alcuni Shouds dopo quella data del 2009 dove ci sarete solo voi  - voi. Altre volte ci sarà Saint-Germain e i suoi aspetti... oh, certo si porterà dietro Mark Twain e Pitagora  e molti altri dei suoi aspetti per canalizzare direttamente con voi. Porterà Kuthumi e molti altri, ma il mio tempo con voi, il mio tempo come Tobias - To-bi-wah - finirà, completerà un ciclo che abbiamo vissuto insieme.

 

Nessuna lacrima per me, ora, ci saranno altri due anni di questo allenamento di base, altri due anni di questi Shouds, altri due anni di ispirazione e di consapevolezza per tutta l'umanità. Mi siete tutti molto  cari. Non vedo l'ora di vivere  altri momenti insieme a voi.

 

E così è.

 

 

 
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