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MAGGIO 2010 - NUOVO

CHE COSA FATE?

di Geoffrey Hoppe

 

 

Qualche settimana fa Linda e io stavamo facendo un bel viaggio in macchina - 5 ore - dal Lago Okanagan, Canada a Spokane, Washington USA per rientrare in volo a Denver. Avevamo deciso di guidare a/da Spokane perché è difficile atterrare a Kelowna e quindi entrambi non vedevamo l’ora di goderci un viaggio rilassante in auto.

Il viaggio prevedeva l’attraversamento della frontiera US/Canada in un avamposto desolato e deserto.  Quella mattina c’erano pochissime altre auto sulla strada mentre raggiungevamo la piccola baracca che conteneva una guardia di frontiera della Sicurezza Interna degli Usa - un macho probabilmente molto annoiato.

Non ci pensavo proprio mentre fermavo la macchina e abbassavo il finestrino per passare i nostri passaporti alla guardia. Durante gli  ultimi 10 anni avevamo attraversato l'immigrazione centinaia di volte e quindi per noi si trattava di normale routine.

Attesi con pazienza che la guardia di frontiera - un quarantenne con un aspetto insignificante e un taglio stile militare che indossava una camicia di almeno due taglie più piccola - ci restituisse i passaporti. La mia pazienza si trasformò presto in impazienza e cominciai a lanciare degli sguardi alla guardia che stava controllando accuratamente ogni pagina dei nostri passaporti e, considerando tutti i nostri viaggi le pagine erano molte. Avevamo timbri di Israele, Egitto, Turchia e Grecia e poi Giappone e Corea, Colombia e Brasile e moltissimi timbri per i paesi europei come la Norvegia, la Finlandia, Svizzera e la Romania, senza parlare di pagine intere ricoperte di timbri per l'aeroporto di Francoforte dove transitavamo spesso attraversando l'Europa diretti verso altri paesi. Cavolo, passiamo così spesso da Francoforte che, in effetti, conosco molto bene l'aeroporto.

L'agente di servizio alla frontiera, responsabile della salvaguardia della frontiera degli Stati uniti in questo avamposto in mezzo al nulla ci chiese a voce alta e con un tono burbero: “Che cosa fate?”

Io reagii alla sua domanda con una reazione improvvisa. “CCS?” pensai “Che cosa significa? Rendimi i passaporti e io ti dirò qualcosa di carino del tipo di ‘Le auguro una buona giornata’ mentre io e Linda attraversiamo la frontiera per passare dalla parte sicura della frontiera.”

Invece spifferai: “Siamo insegnanti” e mentre le parole mi uscivano stranamente dalla bocca, mi resi conto che la conversazione stava prendendo la piega sbagliata.

“Che cosa insegnate?” abbaiò la guardia di frontiera. Per qualche strana ragione mi venne in mente il mio insegnante di scienze di terza media che mi risvegliava dai miei sogni a occhi aperti. “A cosa sta pensando, Hoppe?” mi chiedeva a quel tempo l'insegnante. Beh andiamo, a cosa vuole che pensi un ragazzino di 15 anni? Alle ragazze!

Il mio ricordo di questo trauma del tutto fuori luogo, esattamente in quel momento mi fece arrossire davanti alla guardia esattamente come avevo fatto anni prima davanti all'insegnante. La guardia, molto ben allenata a notare un comportamento così insolito e rivelatore, si mise a fissare la mia arrossita in attesa della mia risposta.

“Si tratta di informazioni religiose e spirituali, cose di questo tipo” fu la seconda affermazione stupida che mi uscì dalla bocca. Wow! Avreste dovuto vedere come gli si dilatarono le pupille. “Ne abbiamo uno vivo, Nelly” potevo quasi sentire i suoi pensieri.

“La versione Re Giovanni?” sondò allungando la testa verso di noi. Per poco non sputai la gomma americana: “Non esattamente” risposi.

“A quale confessione siete affiliati? “ i chiese.

“Al Crimson Circle” risposi, sapendo molto bene che quella era la terza cosa stupida che mi usciva dalla bocca che ora era secca.

Di colpo tutto rallentò. Al rallentatore vidi un sorriso crudele e teso stamparglisi in faccia e, sempre al rallentatore, vidi gli occhi di Linda in fiamme mentre mi lanciavano dei raggi laser direttamente addosso. Poiché il tempo sembrava quasi sospeso, potevo sentire pensieri di Linda: “Una persona, 3 affermazioni stupide. Se ne uscirò viva e potrò raccontarlo, la prossima volta la conversazione la gestirò io.”

“E viaggiate in tutto il mondo con la vostra religione Crimson Circle?” domandò la guardia che riteneva di essere nel giusto continuando a controllare i nostri passaporti.

“Sì” tentai di rispondere con una voce sicura che invece suonò come quella di un'adolescente che affronta la pubertà. Ciò che venne fuori furono tre stranissime sillabe: “Eee-hhhhh-essss.”

A CHI insegnate?” proseguì.

Avrei dovuto rispondere: “Ad alcuni degli umani più brillanti, pieni di ispirazione, compassionevoli e intuitivi di tutto il cosmo” e invece me ne uscii con la quarta risposta stupida e dissi:  “Ah, a molte persone.”

L’energia cambiò di colpo e si fece tesa. “Dovete uscire immediatamente dalla macchina. Entrate direttamente in quell'edificio” disse indicandoci un edificio grigio e poco amichevole che somigliava più a una prigione che non a un “Centro di Accoglienza” - come diceva il cartello. Vi giuro che potevo sentire i pensieri di Linda mentre percorrevamo il Miglio Verde verso l'edificio. “Uomini!!” è ciò che pensai di averle sentito dire, ma non sono sicuro del perché stesse pensando agli uomini mentre io ero preoccupato di ciò che sarebbe successo una volta entrati nell'Edificio.

La sala d'attesa sempre in ombra era del tutto vuota e noi eravamo i clienti del giorno. La Signora (uso questo termine liberamente) seduta alla scrivania con la sua uniforme inamidata da Guardia di Frontiera  ci lasciò aspettare per 5 minuti mentre osservava lo schermo del suo computer. La tensione - la mia tensione - arrivò alle stelle.

Di colpo, senza staccare lo sguardo dallo schermo, mi chiese con una voce come se stesse addestrando un cane: “Per cosa siete qui?”

Linda cominciò a parlare, ma immaginai che essendo stato io a metterci in quel casino, toccava a me tirarci fuori. “Il ragazzo là fuori ci ha detto di venire qui”  dissi e indicai la baracca. Linda, con la bocca ancora aperta perché l’avevo interrotta probabilmente stava per dire: “Non siamo insieme” ma la massiccia Signora Guardia di Frontiera si alzò di colpo dalla scrivania e marciò verso l'esterno. Potevo percepire il suo senso di orgoglio e punizione mentre scompariva nella baracca e a quel punto mi rifiutai perfino di guardare Linda.

Tornò 5 minuti dopo con un sorriso compiaciuto sulla faccia. Io odio davvero i sorrisi compiaciuti perché di solito non ne esce niente di buono. Senza dire una parola si accomodò sulla sedia e cominciò a lavorare al computer. Tap, tap, tap sulla tastiera, poi alzò le sopracciglia e altri tap, tap, tap. La sua bocca era piena di grinze e gli occhi erano sempre più stretti. Dopo molti minuti atroci, improvvisamente saltò su dalla sedia e sparì in uno ufficio con le finestre dall'altra parte della stanza. Cominciavo a sentirmi come in un film dell'orrore di  Stephen King. Potevo vederla mentre parlava con la Guardia Capo Alpha indicando i documenti che aveva stampato per poi puntare il dito verso Linda e me.

Dopo 15 minuti di pura agonia, alzai gli occhi dal pavimento sul muro e mi accorsi di un grande ritratto del Presidente Barak Obama che tutti gli uffici governativi devono avere -  che gli piaccia o meno. Improvvisamente, come in un sogno Obama si trasformò in Abraham Lincoln e poi in Adamus Saint-Germain. Adamus stava ridendo - di me. La foto tornò a essere Obama proprio mentre la Signora Guardia rientrava.

Che tipo di lavoro fate?” chiese guardandoci storto come se della gomma americana al tabacco le uscisse dall’angolo della bocca. Linda approfittò di quest’occasione per mettersi di mezzo mentre mi riprendevo dalla mia esperienza interdimensionale con il ritratto. “Siamo insegnanti della Nuova Energia” disse con voce sicura e ferma. “Siamo autori di libri sulla consapevolezza spirituale e sulla coscienza umana.”

La Signora Guardia fissò i suoi documenti per un lungo momento, poi alzò lo sguardo e disse: “Ok, potete andare. Bentornati negli Stati Uniti.”

Linda e io risalimmo in fretta sull’auto, attraversammo la frontiera e ci dirigemmo verso Spokane, Washington USA senza scambiare una parola. Dopo circa 10 minuti, quando ci sentimmo al sicuro fuori dal raggio dell'udito delle Guardie di Frontiera ci guardammo in faccia e scoppiammo a ridere. Ci scendevano le lacrime dagli occhi mentre ridevamo a squarciagola  per la mia stupidità e così facendo rilasciamo l'energia nervosa che alla frontiera aveva raggiunto il punto di rottura.

La cosa divertente era...che non avevamo fatto niente di sbagliato. Non stavamo contrabbandando canadesi illegali attraverso la frontiera. (in realtà loro cercano di rientrare in Canada.) Non ci stavamo portando dietro droghe o alcol e in Canada non avevamo fatto visita a nessun criminale. (non ne conosciamo nemmeno uno)  Eravamo due persone di tutti i giorni, comuni e normali che avevano appena canalizzato una Scuola Misterica metafisica con il Professor Conte Adamus Saint-Germain e 70 Shaumbra nell'amabile Kelowna.

 

Da questo Incidente alla Frontiera ho imparato parecchie lezioni preziose:

1. Non attraversate la frontiera in un avamposto remoto e deserto - non hanno nient'altro di meglio da fare che farti scendere per far passare il tempo tra un viaggiatore e l'altro. Sono sicuro che non vedono molti passaporti come i nostri, pieni di timbri da tutto il mondo.

2. Lasciate che sia l'energia femminile (Linda) a parlare.

3. Se insisto a voler parlare io, sono orgoglioso di ciò che facciamo. Dopo tutto, l'Inquisizione è terminata centinaia di anni fa; viviamo i nuovi tempi in cui possiamo essere aperti su ciò che facciamo.

4. Soprattutto, siate chiari. Non è la prima volta che inciampo con le parole quando qualcuno mi chiede che cosa facciamo - cerco sempre di ballarci intorno con risposte vaghe e mentali. Sono partito dal presupposto che non avrebbero capito o che mi avrebbero giudicato strano, o peggio ancora che avrebbero tirato fuori e usato la loro spada su di me il nome del (loro) Dio. Ma come fanno a sentirsi a loro agio se io non mi sento a mio agio?

5. Quando vi trovate in situazioni scomode, fate un respiro profondo. Una volta rientrati in macchina mi sono reso conto che durante quei 30 minuti di pura agonia non avevo respirato. Il respiro conscio mi avrebbe tirato fuori dalla mente riportandomi nel mio centro.

6. Sentite l'energia della situazione. Linda e io non abbiamo assolutamente nulla da nascondere, eppure sono rimasto intrappolato in quest’energia pervasa di colpa e di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ci sono cascato in pieno! Si tratta della stessa energia che circonda i punti di controllo negli aeroporti, le macchine della polizia, gli ufficiali giudiziari eccetera e non riguarda me.

 

La situazione che si è creata alla frontiera si è risolta non appena Linda ha detto con una voce sicura e ferma: “Noi siamo insegnanti della Nuova Energia e autori di libri sulla consapevolezza spirituale e la coscienza umana.” L'ha detto senza scusarsi, senza imbarazzo e senza manipolazione mentale. Noi siamo insegnanti della Nuova Energia. Bello! Vorrei averlo detto io.

 

 
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